Arrivo in ritardo al Barrio e dopo i saluti ufficiali alla cricca di strada Cuorgnè vengo rapito dalle melodie sognanti dei Dejligt, cantautoriali, anglosassoni. Il sogno è amplificato dalla scenografia imponente: due sfere luminose rischiarano l'angolo del cortile del BArrio allestito per questa prima tappa del Festival Fuoristagione. Si entra con 5 euri, abbonamento alle tre serate a 9. Su su...mettete la manina in tasca...e risparmiate su un pacchetto di sigarette...(ichnusa e menabrea al banco del bar)
A seguire arrivano i Wolfango: chitarra fuzzosa alquanto, voce chiara, gusto pulito. Glenn Grant? No, sperimentazione. Si, perchè oltre ad una seconda voce femminile a tratti danzante (con crampi da vero atleta sul finale!) la cassa+sonaglio è affidata al piede dello stesso cantante/chitarrista.
Strano ma vero.
Dei White Stripes nostrani, i Deltahead del suolo italico (ok senza cerone in faccia!).
Testi al limite del surreale, cover impegnative sul finale (Perfect day, la migliore versione di smells like teen spirit mai fatta, Bike di Syd Barret).
Si prosegue questa sera. ore 19 aperitivimusicachiaccherepresenzialismo.
Poi...Bachi da Pietra e Daniele Brusaschetto.
enjoy.
ATTO SECONDO: 14 Settembre 2007
Le due sfere luminose rischiarano l'angolo del cortile del Barrio dedicato al palco del Fuori Stagione festival. Mai nome fu più azzeccato dagli amici del Barrio: fa freddino in questa sera di metà settembre (pro memoria: portatevi una maglia, la birra non basta a scaldarvi.se avete la possibilità di limonare forse vi salvate!)
Palco più complesso di ieri sera.
Non so che aspettarmi da Brusaschetto e dai Bachi da Pietra. La mia cultura musicale mi ha inconsapevolmente privato di questi due nomi fino ad oggi.
Una sensazione mi fa intendere che Brusaschetto sia uno di quei classici cantautori acustici, un po' folk, dylaniani insomma. A little taste of America?
Decisamente no!
Le mie "impressioni di settembre" sono spazzate via quasi immediatamente: tra loop machine e drum machine il set di Brusaschetto è ruvido e forte, sia nella musica che nei testi. Un cantautore che non sceglie il lato luminoso delle cose, preferendo decisamente toni cupi e dark. Surprise!
Una breve pausa musicale una Ichnusa al bar due chiacchere uno sguardo alla mostra di Bruben (grazie per la foto di Sophia Burn dei Veils! ^_^ ) ed ecco salire in cattedra i Bachi da Pietra.
Una chitarra semiacustica e un Fender a 4 coni mi fanno presagire belle cose, suoni caldi e morbidi.
Non vengo deluso. Tra ritmiche jazz (senza cassa, siori e siori!) chitarre bluesate, voci filtrate decolla il set dei Bachi.
La serata è fresca e i suoni caldi dei due musicisti aiutano parecchio. Il pubblico si è fatto avanti con le sedie per un set intimo e raccolto, per ricevere ogni vibrazione, ogni sfiorata di ride, non solo per ascoltare meglio.
Il secondo atto si è dunque rivelato una dolce sorpresa, se mettiamo in conto la presenza di altre manifestazioni parallele in città .
Questa sera terza e ultima serata al Barrio, strada Cuorgnè 81, Torino.
Portatevi una maglia e chi rimane a casa a vedere l'MTVDEI (parente dell'Opus Dei?) è un LOSER!
ATTO TERZO:15 Settembre 2007
Allora? Visono piaciuti i Finley all'Emtividei.Quelli col batterista che tiene le bacchette come se fossero due grissini da tavola!
Come detto ieri siete dei Loser senza speranza e quindi vi farò pentire della vostra scelta raccontandovi cosa è successo ieri in quel del Barrio.
Serata finale del Fuori Stagione Festival all'insegna dell'ottima musica e più precisamente la musica delle origini.
Si inizia con Oppe, cantautore, cantastorie, menestrello dei giorni nostri. Spaccati di vita vissuta (le banche che ci succhiano il sangue o ogni forza in corpo, l'alano della fidanzata che sta in corso Allamano), esperienze reali, ironia tagliente, virtusismo chitarristico. Per chi non lo conoseva ancora Oppe è stata una vera sorpresa.Una grande sorpresa!
Il "blues teatrante" di Totò Zingaro contro Mungo è il secondo set della serata.
This is blues, fellas'! Chitarre slide, bluegrass, un drumming superbo che sottolinea ogni accento con una precisione svizzera. Anche qui storie di vita, delusioni, storie di tutti alla fine, come il racconto di Genova, del G8, della tragica morte di Carlo Giuliani, con la complicità di Domenico Mungo e i suoi testi recitati, urlati con rabbia. I crescendo e le pause si alternano in questo pezzo in modo perfetto, per sottolineare maggiormente il disagio che ancora aleggia intorno a questa vicenda.
Il caos del G8 è il filo conduttore che lega il set di Totò Zingaro a quello degli Amore. Non è facile "catalogare" questo gruppo. Deviazioni blues, a volte un po' più rock, a volte quasi folk. Quando arriva il contrabbasso poi non so più cosa pensare. Ma in fondo servono le definizioni di facciata se quello che ascolto mi piace e mi fa stare bene? Direi di no.
Quindi applausi per gli Amore, che in mezzo al loro set dedicano una canzone alle vicende suddette, intitolata "Porco Diaz", storia di un gruppo di ragazzi che, in visita all'acquario di Genova, decidono di dormire nella tristemente famosa scuola Diaz di Genova."Cosa mai potrà succederci? E' la prima volta che mi sento a mio agio in una scuola!"
Il Barrio è una ex scuola.
Io mi sono trovato a mio agio in queste tre serate.
Voi?
Prossimi appuntamenti: Shannon Wright - Mercoledì 19 Settembre.
Non mancate!
Arrivo in ritardo al Barrio e dopo i saluti ufficiali alla cricca di strada Cuorgnè vengo rapito dalle melodie sognanti dei Dejligt, cantautoriali, anglosassoni. Il sogno è amplificato dalla scenografia imponente: due sfere luminose rischiarano l'angolo del cortile del BArrio allestito per questa prima tappa del Festival Fuoristagione. Si entra con 5 euri, abbonamento alle tre serate a 9. Su su...mettete la manina in tasca...e risparmiate su un pacchetto di sigarette...(ichnusa e menabrea al banco del bar) A seguire arrivano i Wolfango: chitarra fuzzosa alquanto, voce chiara, gusto pulito. Glenn Grant? No, sperimentazione. Si, perchè oltre ad una seconda voce femminile a tratti danzante (con crampi da vero atleta sul finale!) la cassa+sonaglio è affidata al piede dello stesso cantante/chitarrista. Strano ma vero. Dei White Stripes nostrani, i Deltahead del suolo italico (ok senza cerone in faccia!). Testi al limite del surreale, cover impegnative sul finale (Perfect day, la migliore versione di smells like teen spirit mai fatta, Bike di Syd Barret). Si prosegue questa sera. ore 19 aperitivimusicachiaccherepresenzialismo. Poi...Bachi da Pietra e Daniele Brusaschetto.
enjoy.
ATTO SECONDO: 14 Settembre 2007
Le due sfere luminose rischiarano l'angolo del cortile del Barrio dedicato al palco del Fuori Stagione festival. Mai nome fu più azzeccato dagli amici del Barrio: fa freddino in questa sera di metà settembre (pro memoria: portatevi una maglia, la birra non basta a scaldarvi.se avete la possibilità di limonare forse vi salvate!) Palco più complesso di ieri sera. Non so che aspettarmi da Brusaschetto e dai Bachi da Pietra. La mia cultura musicale mi ha inconsapevolmente privato di questi due nomi fino ad oggi. Una sensazione mi fa intendere che Brusaschetto sia uno di quei classici cantautori acustici, un po' folk, dylaniani insomma. A little taste of America? Decisamente no! Le mie "impressioni di settembre" sono spazzate via quasi immediatamente: tra loop machine e drum machine il set di Brusaschetto è ruvido e forte, sia nella musica che nei testi. Un cantautore che non sceglie il lato luminoso delle cose, preferendo decisamente toni cupi e dark. Surprise! Una breve pausa musicale una Ichnusa al bar due chiacchere uno sguardo alla mostra di Bruben (grazie per la foto di Sophia Burn dei Veils! ^_^ ) ed ecco salire in cattedra i Bachi da Pietra. Una chitarra semiacustica e un Fender a 4 coni mi fanno presagire belle cose, suoni caldi e morbidi. Non vengo deluso. Tra ritmiche jazz (senza cassa, siori e siori!) chitarre bluesate, voci filtrate decolla il set dei Bachi. La serata è fresca e i suoni caldi dei due musicisti aiutano parecchio. Il pubblico si è fatto avanti con le sedie per un set intimo e raccolto, per ricevere ogni vibrazione, ogni sfiorata di ride, non solo per ascoltare meglio. Il secondo atto si è dunque rivelato una dolce sorpresa, se mettiamo in conto la presenza di altre manifestazioni parallele in città . Questa sera terza e ultima serata al Barrio, strada Cuorgnè 81, Torino. Portatevi una maglia e chi rimane a casa a vedere l'MTVDEI (parente dell'Opus Dei?) è un LOSER!
ATTO TERZO:15 Settembre 2007
Allora? Visono piaciuti i Finley all'Emtividei.Quelli col batterista che tiene le bacchette come se fossero due grissini da tavola! Come detto ieri siete dei Loser senza speranza e quindi vi farò pentire della vostra scelta raccontandovi cosa è successo ieri in quel del Barrio. Serata finale del Fuori Stagione Festival all'insegna dell'ottima musica e più precisamente la musica delle origini. Si inizia con Oppe, cantautore, cantastorie, menestrello dei giorni nostri. Spaccati di vita vissuta (le banche che ci succhiano il sangue o ogni forza in corpo, l'alano della fidanzata che sta in corso Allamano), esperienze reali, ironia tagliente, virtusismo chitarristico. Per chi non lo conoseva ancora Oppe è stata una vera sorpresa.Una grande sorpresa! Il "blues teatrante" di Totò Zingaro contro Mungo è il secondo set della serata. This is blues, fellas'! Chitarre slide, bluegrass, un drumming superbo che sottolinea ogni accento con una precisione svizzera. Anche qui storie di vita, delusioni, storie di tutti alla fine, come il racconto di Genova, del G8, della tragica morte di Carlo Giuliani, con la complicità di Domenico Mungo e i suoi testi recitati, urlati con rabbia. I crescendo e le pause si alternano in questo pezzo in modo perfetto, per sottolineare maggiormente il disagio che ancora aleggia intorno a questa vicenda. Il caos del G8 è il filo conduttore che lega il set di Totò Zingaro a quello degli Amore. Non è facile "catalogare" questo gruppo. Deviazioni blues, a volte un po' più rock, a volte quasi folk. Quando arriva il contrabbasso poi non so più cosa pensare. Ma in fondo servono le definizioni di facciata se quello che ascolto mi piace e mi fa stare bene? Direi di no. Quindi applausi per gli Amore, che in mezzo al loro set dedicano una canzone alle vicende suddette, intitolata "Porco Diaz", storia di un gruppo di ragazzi che, in visita all'acquario di Genova, decidono di dormire nella tristemente famosa scuola Diaz di Genova."Cosa mai potrà succederci? E' la prima volta che mi sento a mio agio in una scuola!"
Il Barrio è una ex scuola. Io mi sono trovato a mio agio in queste tre serate. Voi?
Prossimi appuntamenti: Shannon Wright - Mercoledì 19 Settembre. Non mancate!
[Andrea Sassano (www.myspace.com/starvingpets)]