
CLAN HEJAZI presenta
>>>FINALEdiPARTITA<<<
di Samuel Beckett
traduzione di Carlo Fruttero
Ingresso 5 euro
con
Bruno Bianchini, Paolo Nigro e in video Chiara Moretta, Piergiorgio Palombella
scene, luci, video
Clan Hejazi, Marisa savergnini, Mariella Cavallo
A/V
Debora Lorusso
regia
Bruno Bianchini
... non c'è niente di pi๠comico dell'infelicità ...
In un luogo non luogo, prendono forma esistenze che si affacciano alla realtà quotidiana in maniera brutale, imbarazzante, mortificante. Due uomini ‘sigillati' in una stanza: Hamm, costretto sulla sua poltrona a rotelle, è l'ostinato governatore di questo piccolo mondo. Loquace quel che basta perchè la ‘partita' possa continuare, dispensa ordini illogici ad un alfiere, Clov, ridotto all'esasperazione. Quest'ultimo, suddito poco propenso al dialogo, cerca, tra le pareti della cucina, la forza per andarsene, per abbandonare il proprio stato di perenne costrizione. Una fuga verso il mondo esterno di cui non sappiamo quasi nulla, nel quale, non si sa perchè, pare non esserci pi๠nulla. Nagg e Nell, chiusi in contenitori, a loro volta obbligati al ruolo di fumose presenze, esauriscono gli ultimi slanci di una morente vitalità , inscenando, per l'ennesima volta, tenere e patetiche nostalgie da ‘tempi andati'. La scena reale si allaccia all'immagine e parole provenienti dagli schermi per dar luogo a dialoghi ‘a circuito chiuso'. Domande come "Non puಠdarsi che noi... si abbia un qualche significato?" vengono ridicolizzate nelle stesse proporzioni in cui i colori della scena abitano la quotidianità dei protagonisti; attraverso la convenzionalità , avviliscono necessità innegabili. I pezzi eliminati troveranno sistemazione nel mucchio delle immondizie. Grandi presagi di qualcosa che ‘sta per accadere'.
...Una questione di suoni fondamentali... Se la gente si fa venire il mal di testa su tutte le suggestioni che ne derivano, deve trovarsi da sola la sua aspirina S. Beckett.
A partire da questo avvilimento il percorso verso Finale di Partita, è divenuto pi๠maturo e prolifico. Tutti i tentativi di fissare ragioni e contenuti di una partitura con infiniti lati oscuri (talmente precisa in ogni suo pi๠sfuggente particolare da far nascere il sospetto che il ‘gioco' sia quello dell'autore/creatore ai danni dei suoi sprovveduti lettori/fedeli) hanno dato luogo ad un sentimento di incontrovertibile impotenza. Grazie a questa frattura, da questa amara constatazione tendiamo a concentrarci sulla voragine tra superficie e profondità , involucro e contenuto. E' il presente. Un percorso che potrebbe (anzi, ‘dovrà ') rivelarsi interminabile. Su questa disfatta individuiamo i presupposti per rivivere i personaggi della commedia. Forme dai contenuti drammaticamente sconosciuti.
Il Clan nasce a Torino nel 2002 dall'incontro e la collaborazione di attori e tecnici non professionisti provenienti da esperienze formative diverse.
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