KINOBARRIO: GIOCARE CON LE DIFFERENZE presenta "MOSTAR UNITED"
«ospiti Claudia TOSI, Mauro RAVARINO, Luca RASTELLO, COLLETTIVO IMMIGRATI AUTORGANIZZATI TORINO

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Categoria: VIDEO
Inizio:
Domenica, 21 Febbraio, 2010 - 17:30
Fine:
22:30
notizia inserita il 15/02/10 09:09

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Cinema e Aperitivo Musicale a El Barrio
Domenica 21 Febbraio ore 17,30
GIOCARE CON LE DIFFERENZE
"MOSTAR UNITED"
di Claudia Tosi

locandina Mostar United
a seguire incontro con
CLAUDIA TOSI,
regista
LUCA RASTELLO e MAURO RAVARINO
, giornalisti
gioco/performance del COLLETTIVO IMMIGRATI AUTORGANIZZATI DI TORINO
aperitivo musicale
@ El Barrio
Strada Cuorgnè 81 Torino
tel. 011.2222554
elbarrio@elbarrio.it
www.elbarrio.it
ingresso libero e gratuito

KINOBARRIO VIDEO ARTE MUSICA: UNO SGUARDO SULLA BOSNIA DI OGGI
è un progetto a cura di Ass. MIAO, RE.TE. ONG, Ass. Nema Frontiera

Quattro domeniche a tema per uno sguardo contemporaneo sulla Bosnia di oggi, oltre gli stereotipi della guerra e attraverso proiezioni cinematografiche, video, documentari, interviste, incontri, confronti, esperienze e progetti realizzati, giochi, letture, performance, aperitivi musicali, sfilata di moda.

"MOSTAR UNITED"
è un film/documentario di Claudia TOSI
prodotto da STEFILM con Petra Pan Production
(Italia/Slovenia, 2008 - durata 54 min)

http://mostarunited.wordpress.com

Un film-documentario sulla squadra di calcio giovanile del Velez. Da orgoglio dell’unità mostarina a simbolo di una parte sola. Un racconto che parla della Bosnia Erzegovina di oggi, e non solo. (Mauro Cereghini - Osservatorio Balcani)

Sinossi
Divisa e avvelenata dall’odio nazionalista, Mostar non è più la Montmartre dei Balcani che era prima della guerra, ma piuttosto due ghetti separati da un grande boulevard. Solo il Velez Football Club, la squadra leggendaria di Mostar, è rimasta a testimoniare il passato multiculturale della città.
Sul campo della sua scuola calcio, Mensud insegna ad un esercito di ragazzini il valore dell’amicizia e dell’unità. Ma suo figlio Dzenan, uno dei suoi allievi, non sopporta più di vivere in una città dimezzata, sogna un ingaggio in Europa e una vita tranquilla, lontana dall’odio.

Dichiarazioni della regista
Volevo fare un film sulla Mostar che non ho conosciuto, quella che la mia migliore amica, una ragazza mostarina, ricordava come una città gioiosa e multiculturale, prima che la guerra e il nazionalismo la spaccassero in due e la avvelenassero. Ho cercato ciò che poteva essere sopravvissuto, ammesso che qualcosa lo fosse, di quel passato in cui Mostar era la città di tutti. E’ così che ho trovato il Velez Football Klub. Prima del ’92, anno in cui esplose il conflitto, tutta la città andava allo stadio a gridare “Mostar nel cuore, Velez fino alla tomba”. Con la guerra tutto è cambiato. Il Velez non è più l’orgoglio di tutti, ma rappresenta una sola parte della città, e durante i derby tra le due squadre di Mostar, l’atmosfera è quella dello stato di assedio, con un migliaio di agenti, tra poliziotti, forze internazionali di pace e guardie di sicurezza. Nello stabile butterato per le granate e i proiettili dei mitra, il quartier generale del Velez, un pugno di uomini non ha smesso di credere nell’unità e sul campo della sua scuola calcio tutte le nazionalità sono benvenute.
Appena ho conosciuto Mensud, allenatore di un esercito di ragazzini e direttore della scuola, non ho avuto dubbi che dovesse essere il mio protagonista. Attraverso il rapporto tra lui, il figlio e la città ho cercato di raccontare la lotta per sconfiggere il nazionalismo e riportare in vita la città di tutti. Volevo raccontare la vecchia Mostar, ma forse, attraverso Mostar, ho raccontato quei luoghi, tra cui il mio Paese, in cui “i diversi” non si attraggono, ma si respingono e rendono la nostra civiltà sempre più piccola e meschina. Ma basta che un solo uomo con un po’ di coraggio che contagi un altro uomo con un po’ di coraggio e poi un altro ancora e tutto potrebbe cambiare, un giorno.
Claudia Tosi

Qui il TRAILER

LUCA RASTELLO
è giornalista de La Repubblica e direttore responsabile di osservatoriobalcani.org.
Specializzato in economia criminale e relazioni internazionali, è stato direttore di Narcomafie e de L'Indice. Ha lavorato come inviato in Asia centrale, Caucaso, Corno d' Africa, Centro e Sudamerica. Ha scritto La guerra in casa (Einaudi, Torino 1998), Piove all'insù (Bollati Boringhieri, Torino 2006) e Io sono il mercato (Chiarelettere, Milano 2009).

MAURO RAVARINO
è giornalista de Il manifesto, Diario, Terre di Mezzo e altri periodici.
http://mauvanpelt.blogspot.com/

COLLETTIVO IMMIGRATI AUTORGANIZZATI DI TORINO
“Siamo un collettivo di cittadini/e e lavoratori/trice immigrati/e impegnati nella promozione del protagonismo culturale, sociale e politico dei cittadini/e immigrati/e. Siamo partecipi e promotori a livello nazionale, insieme a molti altri immigrati delle varie città italiane (Roma, Milano, Perugia, Napoli, Verona, Firenze, ecc…) del percorso verso il primo Congresso Nazionale degli immigrati in Italia.
Non accettiamo di essere considerati una minaccia. Non accettiamo che si nascondano invece le aggressioni e gli omicidi sempre più numerosi di cui sono vittime migranti, senza tetto, disabili, gay, lesbiche, bisessuali e transgender in questo Paese.
Non accettiamo di non poter pronunciare i nostri nomi, parlare la nostra lingua, praticare la nostra fede religiosa ed esprimere il nostro parere su qualsiasi tema, come non accettiamo l'esclusione di atei, agnostici, di persone con diverse fedi politiche e di tutto quello che non è “maggioranza” in questo Paese. Ebreo, Negro, Frocio, Vucumprà, Extracomunitario, Albanese, Marocchino, Zingaro... Non vogliamo la “tolleranza” per chi è diverso per colore, cultura o orientamento sessuale. È di uguaglianza e parità che parliamo.
Vogliamo chiedervi oggi di mettervi nei nostri panni come ci stiamo provando noi... rendetevi conto che stiamo entrando in un'era in cui il razzismo, la xenofobia, il sessismo e l'omofobia stanno cercando di radicarsi nell'oggi e nel nostro futuro comune.
Ognuno di voi in certi periodi della sua vita deve, ha dovuto oppure dovrà vivere da invisibile, da precario, da clandestino e da ir(regolare). Per stare contro ogni tipo di discriminazione e sfruttamento...”.

Il COLLETTIVO IMMIGRATI AUTORGANIZZATI DI TORINO proporrà un gioco per riflettere sul tema delle appartenenze e dell'identità. Identità individuale - identità di gruppo. Accoglienza - rifiuto. Gruppo aperto - gruppo chiuso. Cosa ci dà l'appartenenza - ma cosa ci costa.
Ci si siede e ci si alza e si discute.

BLOG
http://immigrati.organizzati.over-blog.org

 

"MOSTAR UNITED" di Claudia TOSI
Italia/Slovenia, 2008 - durata 54 min

http://mostarunited.wordpress.com

da Monstar United
da “Mostar United”

Slovenia / 2009 / 52 min
Regia: Claudia Tosi
Produzione: STEFILM con Petra Pan Production
In associazione con: Multicanal Iberia, RTF BiH, Lichtpunt, YLE FST, NRK, RTV Slovenija, TSI
Con il sostegno di: Piemonte Doc Film Fund, Provincia di Modena, Assemblea Legislativa Regione Emilia-Romagna, UISP per Adottalapace, Peace Games. Movimenta

Titolo originale: Mostar United
Soggetto: Claudia Tosi
Sceneggiatura: Claudia Tosi
Musiche: Daniele Rossi, Like a Shadow
Montaggio: Rasmus Høgdall Mølgaard, Marco Torrisi (Assistente)
Fotografia: Brand Ferro
Suono: Vladimir Rakic
Aiuto regista: Nenad Orucevic
Produttore: Edoardo Fracchia, Petra Seliskar
Anno di produzione: 2008
Tipologia: documentario
Genere: sociale/sportivo
Paese: Italia/Slovenia
Produzione: Stefilm International, Petra Pan Film Production, Multicanal Iberia; in collaborazione con Lichtpunt, YLE FST, NRK, RTV BiH Bosnia-Erzegovina, RTV Slovenija, RTSI Televisione Svizzera
Formato di ripresa: HDV
Post Produzione: off line a cura della Stefilm ed on line della Zenit Arti Audiovisive